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Dalla nuova Ici ossigeno al Fondo per i mutui a rischio

Fonte: Il Sole 24 Ore

Cinquemila sono le famiglie italiane in difficoltà che hanno sospeso la rata del prestito per l'abitazione accedendo al Fondo di solidarietà per i mutui prima casa. Ora però la possibilità di aderire a questa agevolazione non esiste più, perché il Fondo gestito da Consap per conto del Ministero dell'Economia e delle Finanze è rimasto a secco: nell'agosto dello scorso anno erano stati stanziati 20 milioni di euro, che sono appunto serviti per restituire alle banche parte degli interessi che sarebbero maturati nel periodo di stop alle rate (fino a 18 mesi).

Gli appelli di famiglie e associazioni dei consumatori (e anche del "Sole 24 Ore") per favorire lo stanziamento di nuovo denaro sono finora caduti nel vuoto. Eppure il Fondo, che permette di sospendere le rate in caso di eventi negativi fra i quali la perdita del lavoro, sarebbe paradossalmente ancora più necessario in una fase di profonda crisi finanziaria ed economica come quella attuale. A maggior ragione perché è il sostituto naturale dell'altra agevolazione, il "Piano famiglie" promosso dall'Associazione bancaria italiana (Abi) e da 13 associazioni dei consumatori al quale hanno avuto accesso 52mila famiglie, ma che dopo due proroghe chiuderà probabilmente i battenti in modo definitivo il prossimo 31 gennaio. 
La soluzione del problema potrebbe arrivare con la manovra di lunedì prossimo. L'ipotesi sulla quale si starebbe lavorando è quella di legare il rifinanziamento del Fondo a una sorta di automatismo, in modo da non dover correre in futuro rischi di esaurire la dotazione, e soprattutto di collegare le agevolazioni alle maggiori spese che le famiglie italiane saranno chiamate a sostenere sulle proprie abitazioni per effetto della Finanziaria. 
La proposta è al vaglio del Presidente del Consiglio, Mario Monti, ed è partita da Federica Rossi Gasparrini, l'Onorevole che ha di fatto ideato il Fondo di solidarietà sui mutui (con la Finanziaria 2008 dell'allora Governo Prodi) e soprattutto si è battuta negli anni successivi per renderlo operativo. In particolare, si studierebbe la possibilità di "girare" direttamente al Fondo una quota (si parla dello 0,3%) degli introiti derivanti dalla reintroduzione dell'Ici sulla prima casa. Il denaro, circa 10 milioni sulla base delle stime pari a 3,5 miliardi di entrate derivanti dalla "tassa" sull'abitazione principale, garantirebbe con tutta probabilità a Consap la liquidità sufficiente per operare un intero anno. 
Ma le modifiche non si limiterebbero soltanto all'aspetto della dotazione, visto che la proposta mira anche a cambiare alcune fra le condizioni di accesso al Fondo, anche al fine di renderlo il successore naturale del "Piano famiglie". La nuova formulazione dovrebbe infatti prevedere la concessione della sospensione ai mutuatari che sono stati messi in cassa integrazione e anche a coloro che hanno perso un lavoro a tempo determinato (nella stesura iniziale erano stati inspiegabilmente esclusi). 
Allo studio del Governo sarebbe inoltre anche la revisione dei criteri d'accesso al Fondo per quanti hanno sostenuto spese straordinarie di ristrutturazione dell'abitazione oggetto di mutuo e per chi ha dovuto affrontare spese mediche e di assistenza domiciliare, due voci che sembra abbiano creato comportamenti opportunistici da parte dei richiedenti (anche se la maggior parte dei beneficiari ha ottenuto la sospensione in seguito alla perdita del lavoro). Dovrebbero restare invece invariate le condizioni relative al finanziamento (massimo 250mila euro) e reddito del richiedente (non superiore a 30mila euro in base all'Indicatore della situazione economica equivalente).